Fare impresa all’epoca del Covid, superando l’ansia

 

La situazione sanitaria sta diventando critica. Come abbiamo reagito a marzo e come stiamo agendo oggi? Quali progetti e strategie stiamo mettendo in campo?
Ieri eravamo sui balconi a cantare l’Inno di Mameli accomunati dalla stessa paura e dalla stessa speranza, oggi molti scendono in piazza a rivendicare il diritto di poter lavorare per uscire dalla pandemia con la possibilità di continuare a fare impresa.
I giorni di lockdown sono stati decine.
Gli italiani scongiuravano le paure del lockdown e post-lockdown aggrappandosi all’ottimismo e alla positività. Arcobaleni e slogan o forse un mantra “Andrà tutto bene”.
Le imprese hanno affrontato l’incertezza accompagnata da una fortissima speranza: che l’ingresso del tunnel fosse molto vicino all’uscita. E l’estate ha dato questa illusione: è stata una ripartenza caratterizzata dall’entusiasmo di rimettere in moto le aziende per farle decollare con nuova linfa, con nuove dinamiche e accorgimenti.
Sono stati fatti sacrifici, investimenti, rielaborate strategie, introdotte nuove forme di business e si è creduto fosse un “liberi tutti”: che fosse tornata la normalità o un qualcosa di molto simile. Errore: si guarda avanti perché il passato non torna, nulla rimane uguale a se stesso, oggi molto più di ieri.
Essere costretti ad un fermo imposto e, parallelamente, guardare indietro è stato destabilizzante per molti. La resilienza di cui si parla tanto permette di adeguarsi trovando in se stessi nuove risorse psicologiche, per vedere una nuova strada da percorrere e, da italiani, abbiamo fantasia e genialità per inventare, per creare nuovi inizi.
I grandi colossi che sono nati nell’era della rivoluzione digitale hanno fin dalla loro nascita una struttura e un’impostazione di business tale da aver trovato ampio spazio, anche e soprattutto nei mesi di lockdown: si pensi ad Amazon, Zalando, Alibaba per citarne alcuni. L’e-commerce nel 2020 ha visto una crescita del +55%. Chi ha fatto del digitale, dell’e-commerce la quotidianità operativa si è trovato pronto ad affrontare una rivoluzione non prevedibile.
Chi non è nato nell’era digitale come affronta il cambiamento? Il tessuto economico italiano è fatto per lo più da piccole e medie imprese che hanno forzatamente sostituito, dove possibile, le modalità lavorative ordinarie in presenza con VideoCall, SmartWorking, Formazione on-line. La digitalizzazione delle aziende e dei singoli sono state le parole d’ordine e oggi tornano in auge.
Da imprenditore, da quando mi son messo in gioco ad oggi, il mondo è cambiato radicalmente e quando mi chiedo cosa fare la risposta è: andare nella stessa direzione del cambiamento. Il lockdown ha dato un’accelerata ad un processo che era già in essere, ma che procedeva a passi lenti. Credo fortemente nell’implementazione delle modalità off-line con quelle on-line: abbiamo conosciuto i vantaggi delle interazioni a distanza e su questi vantaggi dobbiamo costruire le interazioni future, senza dimenticare la nostra vera natura di animali sociali. Quando parliamo di Digital Transformation parliamo di miglioramento delle nostre vite e ciò è fattibile se tutti abbiamo l’opportunità di accedere alla nuova tecnologia.
Il 5G potrà essere la risposta tecnologica perché darà la possibilità di avere tutti la stessa connessione performante appiattendo le disuguaglianze nelle opportunità. Non solo; l’Iot, la connessione delle cose, ci permetterà di superare nuovi confini, l’abbiamo visto e ne abbiamo parlato tanto: persone e cose connesse sono opportunità di business ed è in questa prateria che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
A questo si aggiunga un tassello di vitale importanza: in azienda le procedure appesantiscono l’operatività rendendo lento il processo evolutivo interno e perciò dovranno essere soppiantate in tempi brevi da procedimenti smart. La generazione Z ci insegna ad essere smart per dedicare più tempo alla crescita personale e allora cogliamo l’opportunità che ci stanno dando i giovani. Ascoltiamoli e creiamo una sinergia fra la nostra esperienza e il loro modo di vedere il mondo: quella è la via che creerà il futuro. E-commerce e app dedicate, ovvero le soluzioni digitali non sono solo per i grandi colossi, ma anche per i piccoli commercianti e artigiani: la crescita dell’e-commerce di prossimità e il “compra e ritira” sono cresciuti del 349%. L’implementazione e la sperimentazione di queste nuove modalità di fare business avrà un risvolto epocale.
Questo dipende da noi. Quello che non dipende da noi è dato da tempi e iter burocratici, nonché dalla pressione fiscale che ci auguriamo vengano presi in esame quanto prima dalla classe politica per dare nuova speranza a migliaia di aziende e lavoratori. Facilitatori e non ostacolatori; sponsor e non detractor.
Noi imprenditori e lavoratori dobbiamo continuare a guardare il futuro con l’entusiasmo e l’ottimismo che contraddistinguono l’italianità. Noi siamo il passato, il presente e il futuro; siamo lo strumento che permetterà di realizzare i sogni.

Ad di Piramis

 

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