Il futuro è fatto di algoritmi sempre più potenti, performanti, in grado di prevedere ciò che noi riterremo più adatto a noi, alle nostre esigenze di tutti i giorni.

10.12.2019 – DAVIDE POSSI*

Chi possiede uno smartphone di ultima generazione ha imparato a familiarizzare con il concetto di A.I. cioè di intelligenza artificiale. Un vocabolo altisonante che racchiude un concetto semplice da comprendere, ma difficilissimo da realizzare perché basato su calcoli matematici precisi in grado di generare risposte comprensibili. Tutti siamo ormai abituati a scrivere sulla tastiera virtuale del nostro “telefonino” ma forse non tutti sanno che la capacità di prevedere ciò che vogliamo scrivere è legata alla elaborazione di un algoritmo in grado di autoapprendere le nostre abitudini al punto da intuire già alla prima lettera il senso di ciò che vogliamo dire.

Ma se diamo lo smartphone ad un nostro amico si troverà immediatamente in difficoltà perché i vocaboli che ciascuno utilizza abitualmente sono differenti sia per il contesto in cui li caliamo, che per il significato che siamo abituati ad attribuire loro.

Bene, da qui è tutta discesa!

Se ci risulta facile accettare che un processore apparentemente semplice come quello del nostro smartphone sia in grado di effettuare una chiamata, scrivere un messaggio o segnare un appuntamento in calendario riconoscendo la nostra voce, ci risulterà possibile comprendere come nel futuro sarà possibile interagire in maniera sempre più completa ed affidabile con macchine in grado di eseguire gli ordini che impartiamo loro.

Pensiamo a Google Assistant, Alexa, a Siri e a tutti i dispositivi coi quali stiamo iniziando in questi periodi ad interagire per gestire le funzioni di altri apparati, ad esempio, nel mondo della domotica.

Il futuro è fatto di algoritmi sempre più potenti, performanti, in grado di prevedere ciò che noi riterremo più adatto a noi, alle nostre esigenze di tutti i giorni.

Tutti disporremo di un algoritmo domiciliato su tutti i nostri device, in grado non solo di ricordarci cosa comprare al supermercato (è già preistoria), ma di procedere ad ordinare direttamente la spesa on-line, prevedendo i nostri spostamenti basandosi sul planning settimanale/mensile, prenotando i punti di ricarica della nostra auto elettrica, elaborando la tabella degli allenamenti dopo averli calendarizzati e condivisi con i nostri partner…

Lo status symbol del futuro sarà qualcosa di decisamente meno materiale di oggi: sarà un algoritmo in grado di gestire la nostra vita secondo precise regole fornite da noi stessi, lasciandoci così liberi dalle gestioni logistiche.

Avremo più tempo a disposizione, avremo un vantaggio nelle nostre mani: utilizzarlo a supporto della qualità della vita, anche!

*Managing Director Piramis

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/perche-nostro-futuro-avremo-sempre-piu-algoritmi-ACqvsT4?fromSearch